Informazioni del Percorso
  • Bellezza: 4.5
  • Partenza: 45.986193,8.526857
  • Durata: 2 giorni
  • Quota: 1507 mt
  • Dislivello: 447 mt
  • Distanza: 10 km
  • Tipologia: Escursionismo
  • Difficoltà: EAI
  • Stagione: Primavera
  • Esposizione: Ovest, Sud & Est
Ignaro fino all'ultimo sia della meta che dei compagni che mi avrebbero accompagnato, l'unica idea ben chiara era cosa si voleva fare: dormire in un bivacco tra la neve per celebrare la fine dell'inverno. Poche ore dopo il bollettino delle valanghe, la nostra meta viene fissata: il Bivacco del Gufo all'Alpe Curgei (1338 mt). 
Data la bassa quota del bivacco nessuno si sarebbe aspettato chissà quanta neve ma, esattamente dove abbiamo lasciato l'auto (a circa 1000 mt), la neve era già depositata a terra. Qui conosco per la prima volta quelli che sarebbero stati i miei compagni: Vise e la Vitto (miei compagni di arrampicata ormai da un paio d'anni) e i loro amici Andrea, Luca, Elena, Tatiana e Fede.
Il primo tratto è stato caratterizzato da diversi alberi caduti che hanno reso il percorso un po' insidioso e scomodo ma che ben presto ritornava pulito e libero ma nettamente più innevato del previsto. L'andata la passiamo a conoscerci un po' meglio e nel giro di un'ora e mezza arriviamo al bivacco. Depositati gli zaini e appropriatoci del piano superiore del bivacco per garantirci dei posti letto, notiamo che per terra qualcuno aveva già aperto un materassimo matrimoniale con sopra un sacco a pelo e dei cuscini. Capiamo già che non saremmo stati soli. 
Mangiato al volo qualcosa, decidiamo di raggiugere il Pizzo Pernice (1507 mt) a circa 20 min dal bivacco, ripercorrendo la strada dell'andata. Alla palina che segna il bivio dal sentiero dell'anadarta con quello verso il Pizzo, incontriamo altre due persone che successivamente scopriremo chiamarsi Davide e Michele (Maykl). Anche loro stavano andando al bivacco per passarci la notte. Ormai sapevamo che saremmo stati stretti. 
Raggiunto la nostra meta ma non ancora soddisfatti, percorriamo la cresta in direzione sud. Qui io, Vise e la Vitto riposiamo mentre gli altri continuano ancora un poco per poi finire a giocare a palle di neve.
Tornati al bivacco, Davide e Maykl, stavano già tagliando la legna per alimentare la stufa e procurandosi ceppi di legno per il barbeque. Con nostra sorpresa inizia a nevicare copiosamente e, con ancora più sorpresa, scopriremo che non avrebbe smesso fino al mattino seguente. Dopo aver preparato i "letti", aver acceso la stufa, posto le cose ad asciugare, aver raccontato le nostre reciproche storie, ci intratteniamo fino a cena con attività ricreative.
Dopo qualche partita a black jack, e troppe a Crack List, verso le 8:30 di sera ceniamo. Non ancora contenti, Davide e Maykl, ci insegnano un gioco chiamato "Salta cavallo". Purtroppo richiedeva un livello di concentrazione troppo elevato per le nostre capacità cognitive in quel momento. Dopo aver resistito qualche partita sforzandomi di impegnarmi il più possibile, verso mezzannote e mezza la maggior parte di noi si è recata a letto mentre qualcuno rimane sveglio a giocare ancora un pò. 
Ormai avevamo intuito che il materassino posto a terra non era di nessuno e nessuno sarebbe venuto a reclamarlo. Dato che io e la Tati non lo avevamo, ce ne siamo appropriati.
Consci che ci sarebbero stati numerosi via e vai per il bagno durante la notte, quando alle 02:30 circa quasi tutti noi ci siamo svegliati per un forte clamore, nessuno ad ecezione di pochi, si è preoccupato di cosa fosse. Al mattino seguente scopriamo che due ragazzi (per fortuna non proprietari del materassino) erano arrivati durante la notte al bivacco ma, trovandolo pieno, si sono dovuti addormentare sul tavolo al piano di sotto e sulla panca.
Le prime persone a svegliarsi il mattino seguente, sono rimaste di stucco nel vedere la quantità di neve che era calata. Il paesaggio era stato imbiancato da cima a fondo e ogni ramo d'albero era ricoperto di neve. In quelle 14 ore erano caduti 30-40 cm di neve. Il panorama era spettacolare.
Sistemato il bivacco e raccolto le nostre cose, noi 8 più Davide e Maykl, ci dirigiamo verso l'auto. Tutto il tragitto del ritorno è stato caratterizzato da una costante ma infinita lotta a palle di neve, con il principale obiettivo di far cadere in testa agli altri la neve depositata sui rami degli alberi, che avrebbe garantito un colpo sicuro.
Giunti alle auto eravamo preoccupati di ritrovarle immerse nella neve e incapaci di scendere ma, per nostra fortuna, al di sotto di dove avevamo parcheggiato non aveva nevicato. Nonostante questo però, l'auto dei due ragazzi non si accendeva più ed è stato necessario l'intervento di Luca per farla ripartire.
Quello che doveva essere una bivaccata in cui tutti credevamo di non trovare neve, si è rivelata essere una delle più che probabilmente sperimenteremo.

  • Ramponcini
  • Ghette
  • Sacco a pelo
  • Materassino
  • Occhiali da sole
  • Guscio impermeabile
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